La Linea Gotica è il tratto difensivo realizzato dai tedeschi durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale e che è stato teatro di pesanti scontri tra l’esercito nazista e le forze alleate.
I tedeschi chiamarono questa linea “gotica”, cambiato poco dopo in “linea verde”, poiché Hitler temeva risvolti negativi per la sua propaganda nel caso i nemici l’avessero sfondata, ma fu con il primo nome che questa passò alla storia.
I tedeschi costruirono le fortificazioni utilizzando soprattutto le risorse naturali presenti sul territorio e integrando la propria forza lavoro con circa 50.000 italiani, spesso costretti con la forza a lavorare per loro. Per rendere sicure le aree dei lavori, i nazisti compirono stragi ed eccidi in molte località di Toscana, Umbria, Marche ed Emilia – Romagna, ma questi territori subirono, oltre a ciò, sia i bombardamenti degli Alleati che le distruzioni operate dai nazisti stessi durante la ritirata.
I resti della Linea Gotica sono ancora oggi riconoscibili, nonostante siano passati oltre 70 anni dalla fine del conflitto.
Parte di questo tratto difensivo attraversa il Parco Nazionale ed il Casentino e costituisce il percorso di un cammino incentrato sulla memoria.
Da Moggiona, dove si può visitare la Mostra permanente sulla guerra e la resistenza in Casentino, si può proseguire verso Camaldoli passando per Asqua, dove il sentiero della Linea Gotica è ben segnalato e percorribile, oppure si può optare per il tratto a cavallo tra Toscana e Romagna lungo il Passo della Calla, da Campigna verso il Monte Falco e da qui verso il Falterona.
Infine, da Stia si può raggiungere il piccolo borgo di Vallucciole, oggi paese fantasma, i cui abitanti furono decimati nel 1944 dalla violenza dei nazifascisti.
A questi trekking, organizzati da guide o associazioni del territorio, vengono spesso abbinate letture di cronache, diari ed altri testi che ripercorrono i momenti di un periodo storico difficile, stimolando il dialogo e la riflessione.
I percorsi legati alla linea gotica sono percorribili sia a piedi che con mountain bike. Per le attività in programma potete visitare il sito dell’Ente Parco, oppure, se preferite un’escursione in proprio, potete reperire informazioni sul sito dell’Ecomuseo del Casentino, dove è possibile scaricare e stampare un utilissimo depliant che riporta mappa e storia del percorso.