La tradizione gastronomica casentinese ha molto in comune con quella maremmana, questo perché in passato veniva compiuta la cosiddetta transumanza, cioè una vera e propria migrazione stagionale dei pastori e dei loro greggi.
Così l’acqua cotta, piatto della cucina “povera” maremmana, è diventato anche piatto tipico dell’Alto Casentino. Troviamo questo piatto in particolare nel paese di Moggiona, dove insieme ai pastori risiedevano anche boscaioli e bigonai, cioè coloro che realizzavano bigonce di legno per il trasporto dell’uva. Il lavoro pesante, l’altitudine e quello stile di vita povero hanno contribuito al successo di questa ricetta, ancora oggi molto apprezzata dalle famiglie moggionesi.
Ci sono diverse varianti di questa ricetta, alcune prevedono l’impiego di altre verdure quali sedano e carote, altre i funghi, altre ancora arricchiscono il piatto con l’aggiunta di uova sbattute.

INGREDIENTI:

• ½ chilo di pane duro
• ½ chilo di pomodori
• Pecorino grattugiato
• ½ chilo di cipolle
• 3 salsicce
• Olio sale peperoncino

Soffriggete le cipolle in una padella. A parte, rosolate le salsicce e tagliatele a fettine. Unite alle cipolle i pomodori, il peperoncino e le salsicce e lasciate insaporire per una decina di minuti, aggiungendo un paio di mestoli di brodo. Disponete uno strato di fette di pane in una teglia, coprite con il sugo e spolverate con il pecorino. Ripetete l’operazione per un altro strato e cuocete in forno molto caldo per un quarto d’ora circa.