Nel cuore del Parco delle Foreste Casentinesi, in prossimità del confine regionale con l’Emilia-Romagna, si trova una delle mete casentinesi più note, Camaldoli.

Qui San Romualdo decise di fondare una congregazione nuova, ma sempre in seno all’ordine benedettino, che egli chiamò appunto camaldolese. La caratteristica di questa realtà sta nella sua doppia natura, che unisce la vita comune e attiva dei monaci con l’esperienza ascetica e contemplativa degli eremiti. Proprio per questo a Camaldoli sono stati fondati sia un eremo che un monastero, a poca di stanza l’uno dall’altro: due elementi distinti seppur uniti all’interno di un’unica visione, simboleggiati anche da quello che è lo stemma dell’ordine, ossia una coppia di colombe che bevono dallo stesso calice. Nonostante la scelta di una vita “isolata”, questi monaci non hanno mai dimenticato il grande valore dell’ospitalità e per questo realizzarono un’ospitale per i pellegrini, una foresteria che è aperta ancora oggi a tutti coloro che vogliano trascorrere un soggiorno di fede in Casentino.

I camaldolesi hanno instaurato sin da subito un legame assai profondo con la natura, fonte di ispirazione spirituale e destinataria di quel lavoro umano che, insieme alla preghiera, scandiva i ritmi delle comunità monastiche medievali, secondo il principio benedettino dell’ora et labora. Nel corso dei secoli questo luogo è diventato un’importantissima riserva di abeti curata dai monaci stessi, che potevano guardare a queste piante come metafora di elevazione della propria anima. Tuttavia questa riserva si rivelò essere anche un’importante fonte di guadagno che permetteva ai monaci di sostentarsi: infatti il legno di Camaldoli viaggiava dal Casentino fino a Firenze, che lo acquistava per realizzare le sue grandiose opere pubbliche.

Camaldoli non è famosa solo per la sua natura curata, ma anche per la grande concentrazione di opere d’arte che vi si trovano, in particolare quelle di Giorgio Vasari, personalità di spicco dell’arte cinquecentesca nonché segretario di Cosimo I de’ Medici.

Infine questa piccola perla è conosciuta per la sua farmacia, nella quale si possono acquistare liquori, cosmetici e miele prodotti dai monaci o ammirare gli antichi strumenti per le preparazioni galeniche.