Lungo la strada che collega Stia a Londa, a pochissimi chilometri dal borgo casentinese, sorge il Santuario di Santa Maria delle Grazie. Si racconta che proprio qui, nel 1428, la Vergine Maria apparve ad una contadina. La contadina, il cui nome era Monna Giovanna, sorpresa da un forte temporale mentre era lontana da casa, si rifugiò in una spelonca dove si mise a pregare. A quel punto la Madonna apparve sopra ad un masso bianco in un bagliore di luce e disse a Giovanna che, per allontanare sciagure e castighi, in quel luogo doveva essere costruito una chiesa in suo onore.
Il luogo venne consacrato quattro anni dopo, nel 1432, per poi essere ricostruito nella seconda metà del secolo a causa di un incendio che danneggiò l’edificio.
Un piccolo portico precede l’ingresso alla chiesa, costituita da un unico ambiente. Qui vi sono diversi dipinti e terrecotte invetriate, una delle quali raffigura proprio l’episodio del miracolo.
Accanto alla chiesa vi è un maestoso chiostro, appartenente ad un antico monastero che fungeva in passato da succursale dell’abbazia di Vallombrosa.
Tutt’intorno regnano la pace ed il silenzio, interrotto dallo sporadico cinguettio degli uccelli o dal fruscio delle fronde mosse dal vento.