Non è un caso che il Casentino sia stato definito come “Terra di Santi e Cavalieri”. Infatti, insieme a castelli e borghi medievali, la valle è disseminata di pievi e santuari estremamente suggestivi.
Tra questi uno dei più importanti è senza dubbio quello de La Verna, dove San Francesco ricevette le stigmate due anni prima della sua morte. Questo santuario è letteralmente aggrappato alla roccia ed immerso nella quiete dei boschi del Parco Nazionale: al suo interno i frati continuano a vivere secondo gli insegnamenti di Francesco in armonia con la natura circostante.
Non è solo il paesaggio a togliere il fiato ma anche la ricchezza artistica di questo luogo: si tratta infatti di un vero e proprio museo di robbiane, le famose terrecotte invetriate realizzate tra il XV ed il XVI secolo, la più grande delle quali si trova qui, all’interno della cappella delle stigmate. Inoltre il santuario ospita un piccolo museo, al cui interno è possibile vedere dipinti, paramenti sacri, volumi antichi ed altro ancora.
Da qui, con una breve escursione, è possibile salire fino alla cima del monte ed abbracciare con lo sguardo due valli, il Casentino e la Valtiberina, oppure si possono ripercorrere le orme di Francesco attraverso un percorso che giunge fino in Umbria.
Scendendo dalla Verna, l’itinerario prosegue fino a Bibbiena, dove poco fuori dal paese si trova il Santuario di Santa Maria del Sasso.
La chiesa, divisa in due piani, è stata costruita attorno al sasso sul quale apparve la Vergine nel 1347. Questa donò dei baccelli ad una bambina che, una volta aperti, li scoprì pieni di sangue a premonizione della terribile peste nera dell’anno successivo, dalla quale però il paese rimase immune.
Accanto alla chiesa, sorge il monastero delle monache domenicane con il suo splendido chiostro affrescato.
Come ultima tappa di questo percorso non possiamo tralasciare Camaldoli, altro punto di riferimento della spiritualità e meta di pellegrinaggio, con il suo eremo ed il suo monastero millenari.
Ancora una volta è tangibile quel legame tra spirito e natura, che ha portato allo sviluppo di ampi boschi di abete bianco coltivati dai monaci. Anche Camaldoli sorge all’interno del Parco Nazionale, per cui è possibile da qui compiere escursioni in natura.
Gli amanti dell’arte troveranno, nelle chiese di eremo e monastero, una grande ricchezza di opere artistiche, mentre i cuoriosi potranno dare uno sguardo all’antica farmacia dei monaci e, perché no, regalarsi un vasetto di miele o una bottiglia di liquore.