Il Pratomagno è un massiccio che separa il Casentino dal Valdarno, caratterizzato da prati verdi e rigogliosi sulla cima e foreste lungo i fianchi.
il Pratomagno si suddivide in tre grandi settori: il versante sud occidentale, quello nord orientale, e il crinale: il primo è quello più caldo ed asciutto, il secondo umido e più freddo mentre il crinale, che va da Monte Lori fino alle Foreste demaniali di Vallombrosa, è composto da praterie utilizzate come pascoli durante l’estate. Il crinale è percorso da un sentiero che collega il passo della Crocina al Passo della Consuma, con uno sviluppo di ben 37 chilometri. La sua vetta più alta è il monte Pianellaccio, che raggiunge la quota altimetrica di 1592 metri slm.
Vi è sempre stato un intenso il legame tra il massiccio e il territorio circostante: già al tempo degli etruschi il Pratomagno è stato centro vitale delle attività quotidiane delle genti che lo abitavano, è stato testimone dell’avanzata longobarda verso i territori bizantini e vide gli scontri tra Arezzo e Firenze tra XIII e XIV secolo.
Per gli amanti del trekking, il Pratomagno offre decine e decine di chilometri di sentieri, regolarmente segnalati, oltre che un meraviglioso paesaggio. L’eascursione tipica per chi viene a visitare la montagna dal lato casentinese, è la salita dai piedi delle praterie (punto raggiungibile in auto passando per Quota) fino alla grande croce che ne domina la sommità. Si tratta della croce commemorativa in memoria dell’australiano Herbert John Louis Hinkler, trasvolatore ed eroe della Prima Guerra Mondiale che si schiantò sulla cima del monte nel 1933, durante un viaggio dal Regno Unito all’Australia.
La croce può essere raggiunta anche dal passo della Crocina, da Cetica o da Vallombrosa, dove è possibile ricongiungersi al sentiero del crinale.
Chi ama il cavallo, può scegliere l’ippotrekking, data la presenza sul crinale dell’ippovia delle Foreste Sacre.
Infine, gli appassionati di ferrate possono cimentarsi con la “Romana Nesi”, costruita nel 1992 dal CAI di Arezzo per allenamenti e per insegnare questo sport ai principianti, poiché i tratti più difficili possono essere aggirati. Il suo andamento infatti è a gradoni ed i tratti verticali di ferrata sono alternati a tratti erbosi poco pendenti.