Anche quest’anno Bibbiena si prepara per uno dei suoi eventi più importanti: si tratta del suo Carnevale Storico, durante il quale verrà rievocata una leggenda popolare, quella della Mea.
La tradizione vuole che Bibbiena fosse divisa in due rioni, quello dei “Piazzolini” in cima al paese, attorno alla piazza principale e quello dei “Fondaccini”, più in basso, che prendeva il nome da una zona che ancora oggi viene chiamata Fondaccio. I Piazzolini, ossia gli aristocratici, possedevano i palazzi più belli, ma era il Fondaccio, cioè il rione popolare, ad avere le più belle ragazze di tutta Bibbiena. Tra queste la più bella era Bartolomea, detta Mea, una fanciulla prosperosa promessa in sposa ad un tessitore fondaccino di nome Cecco.
Un giorno Marco Tarlati, figlio del conte Pier Saccone, incontrò la bella Mea e se ne invaghì: decise così di rapirla provocando una sommossa dei Fondaccini. Il padre di Marco però, per placare la rivolta, decise di chiamare il popolo bibbienese a raccolta e restituire infine la bella Mea al Fondaccio e al suo Cecco. Per festeggiare la ritrovata pace, venne bruciata una pianta di ginepro, il “Bello Pomo”, tra canti, balli e libagioni.
Sulle origini di questa festa vi sono varie ipotesi: c’è chi sostiene che la festa sia nata a seguito di una vittoria riportata da Pier Saccone Tarlati, chi invece la vuole nata a seguito di un assedio subìto da Bibbiena ad opera dei Fiorentini intorno al 1359/60. In questa occasione Marco Tarlati, signore di Bibbiena, per dimostrare agli assedianti che il paese poteva resistere all’assedio, fece bruciare sulle mura un grosso ginepro e svariate vettovaglie, ma nonostante inizialmente fosse riuscito ad ingannare i fiorentini, Bibbiena fu ugualmente espugnata per il tradimento di alcuni cittadini. L’ipotesi più attendibile, infine, vuole che Pier Saccone volesse imitare a Bibbiena le sontuose feste fiorentine.
Quest’anno l’appuntamento con il Carnevale Storico bibbienese ha inizio il 14 febbraio, quando sarà presentata la Mea che, con il suo Cecco, passeggerà tra le vie del borgo e festeggerà la promessa di nozze.
Il 2 ed il 3 marzo la leggenda della bella Mea riprenderà vita tra giochi e spettacoli dal sapore medievale e per finire il 5 marzo, come ogni Martedì grasso, a suggellare il lieto fine tra la Mea e Cecco, verrà bruciato il “Bello Pomo”, concludendo così la manifestazione.