Verso la fine degli anni ’80 è stato individuato un sito nei pressi della località di Castellare nel Comune di Bibbiena, nel cuore del Casentino: il Domo. L’area è stata inizialmente oggetto di scavo per tre campagne estive, dal 1987 al 1989. Nel corso delle tre campagne il Gruppo Archeologico ha consentito la scoperta di un complesso termale d’età romana.

IL PROGETTO

Nel 2008 prende il via il progetto di recupero e documentazione delle informazioni stratigrafiche degli scavi svolti negli anni ’80, ad opera di Archeodomani. La supervisione è ad opera dei dottori Alfredo Guarino e Lorenzo Dell’Aquila e il dott. Luca Fedeli della Soprintendenza per i Beni Archelogici della Toscana. Le campagne estive di Ricerca Archeologica comprendevano anche l’ampliamento notevole dell’area in esame originaria.

LO SCAVO

L’area d’interesse si colloca a Nord di Bibbiena, in un’area pianeggiante tra i colli boscosi del Caggio, il poggio del Castellare e il fiume Archiano. Con origine quasi sicuramente in età etrusca, la struttura rinvenuta si tratta di una villa di epoca romana. Le strutture sono probabilmente da collocare cronologicamente tra l’età augustea e la fine III sec. – inizi IV.

LE GRANDI E LE PICCOLE TERME

Il complesso delle Grandi Terme si presenta come una struttura a più vani composta da praefurnium absidato, calidarium, tepidarium e frigidarium. Sono ben visibili i perimetri delle mura composti da ciottoli, malta e materiale laterizio di recupero. La pavimentazione è caratterizzata da tegole e suspensurae cilindriche realizzate in laterizio. Quest’ultime servivano a rialzare e sorreggere la pavimentazione e far passare l’aria calda del praefurnium.
La struttura delle Piccole Terme invece è composta da tre ambienti ben definiti: quello a più a sud absidato caldo, quello centrale tiepido e l’ambiente a nord freddo. Sono presenti anche in questo caso delle suspensurae cilindriche in laterizio.

LA CISTERNA

Posto a nord delle terme, l’ambiente della cisterna è composto da pavimentazione di cocciopesto, il foro di scarico e l’originaria fistula in piombo. Durante gli scavi degli anni ’80 si è pensato che l’ambiente fosse una cisterna. Recentemente però si è notato che l’intonaco non si presenta impermeabilizzato. Alla base delle pareti non è presente nemmeno la zoccolatura isolante necessaria per evitare le infiltrazioni di acqua. Questo fa quindi pensare che la struttura non sia mai stata usata per la raccolta continua di acqua, ma per un contenimento discontinuo tra pieno e vuoto.

LE FORNACI

Ritrovate durante gli scavi del 2013, le fornaci si mostrano come due strutture parallele tra loro e affiancate. Nella Fornace Est è stata rinvenuta la camera di combustione, dove veniva quindi bruciato il combustibile. È presente anche il prefurnio, il luogo dove il combustibile veniva acceso e introdotto nella camera di combustione. La Fornace Ovest invece presenta molti danni e lacune. Sono comunque visibili il perimetro e il piano su cui appoggiava la camera di combustione.

IL PLESSO NORD

Con gli scavi del 2014 è stata estesa l’area presa in esame e nel plesso nord sono emerse tre strutture quadrangolari. Non è ancora chiara la destinazione di questi tre ambienti e sono ancora materia d’indagine. Ad oggi nel sito sono state trovate monete, ceramiche, anelli di bronzo ed una statuetta votiva, il che fa ben sperare per scoperte future.

CAMPAGNA DI SCAVO

Dal 2008 ad oggi per quattro settimane l’anno, tra luglio e agosto, per gli appassionati di tutto il mondo è possibile prendere parte agli scavi archeologici. Le campagne ogni anno sono suddivise in moduli settimanali. Essi permettono agli archeologi professionisti e agli appassionati del settore di entrare in sinergia attraverso tutte le attività sul campo. Tra le attività svolte rientrano lo scavo vero, il rilievo, la pulizia e la documentazione dei materiali rinvenuti.

Per informazioni su periodi e costi:
Telefono: +393397786192
Mail: archeodomani@gmail.com